Sotto falso nome

Archivio storico della Gendarmeria della Repubblica di San Marino, Fondo «Permessi di soggiorno agli stranieri».
Archivio storico della Gendarmeria della Repubblica di San Marino, Fondo «Permessi di soggiorno agli stranieri».

Il documento è redatto dal Comando della Gendarmeria della Repubblica di San Marino su domanda di Giancarlo Bonfiglioli che, nel 1949, richiede all’Ispettore Politico della Repubblica di San Marino una dichiarazione che attesti la sua permanenza a San Marino nel periodo novembre 1943-gennaio 1945 perché “perseguitato razziale”.

Giancarlo Bonfiglioli.
Giancarlo Bonfiglioli.

La famiglia Bonfiglioli arriva a San Marino il 4 novembre 1943 e proviene da Rimini, dove vive in via Litoranea n. 4 in seguito allo sfollamento da Bologna, città di residenza. Le località costiere della provincia di Forlì infatti, e Rimini in modo particolare, nel periodo ottobre 1942-novembre 1943 sono diventati i luoghi di destinazione di migliaia di persone che lasciavano le proprie abitazioni colpite o minacciate dai bombardamenti aerei e dagli scontri bellici e si trasferivano, forzatamente o per decisione autonoma, nelle strutture alberghiere e negli appartamenti privati solitamente utilizzati durante la stagione turistica.

Il primo novembre 1943 pesanti bombardamenti iniziano a colpire Rimini e i riminesi stessi, insieme agli sfollati in Riviera, cercano rifugio nell’entroterra, dirigendosi lungo le valli del Conca e del Marecchia e soprattutto nella confinante Repubblica di San Marino.

La situazione della famiglia Bonfiglioli è particolarmente difficile, poiché è composta da cittadini di religione ebraica ed in tutta la penisola italiana a partire da fine 1942 si sono intensificate le persecuzioni e le violenze contro gli ebrei, fino alle deportazioni di massa e alle esecuzioni; la retata avvenuta a Roma il 16 ottobre 1943 aveva reso evidente il pericolo e i rischi.

Per nascondere la propria identità, al loro arrivo a San Marino i coniugi Fernando Bonfiglioli e Mercedes Sinigallia, insieme alla figlia Valeria Bonfiglioli, si registrano con un nome falso e nel Permesso di Soggiorno n.993, rilasciato dalla Gendarmeria il 20 dicembre 19431, risultano come Nando De Bonfigli, Mercedes Schincagli e Valeria De Bonfigli. Dimorano dapprima presso una famiglia, poi nel Convento dei Servi di Maria in località Valdragone (BorgoMaggiore). Nello stesso convento è rifugiato – clandestinamente, poiché non è presente nell’Archivio della Gendarmeria un Permesso di soggiorno a suo nome – anche Giulio Stucovitz, fidanzato di Valeria, sfollato a Rimini da Padova.

Giancarlo Bonfiglioli non risulta nel Permesso di Soggiorno n. 993 del 20 dicembre 1943, ma è anch’esso già in Repubblica perché nel novembre 1943 viene nominato, con il falso nome di Carlo Bonfigli, Istruttore presso il Nobile Collegio Belluzzi, nel centro storico, lontano dai confini con il circostante territorio italiano, spesso varcati da tedeschi e fascisti per arbitrari controlli e rappresaglie. Viene falsificato anche l’anno di nascita – 1926 al posto di 1925 – in maniera tale che la sua età sia di 17 anni e non di 18 anni, per evitare eventuali reclutamenti per lavori forzati e per fugare sospetti di diserzione.

Fernando Bonfiglioli, Mercedes Sinigallia e il loro figlio Giancarlo lasceranno la Repubblica di San Marino nel gennaio 1945 e rientreranno nella propria abitazione, a Bologna.

Fernando Bonfiglioli e Mercedes Sinigallia anni 70.
Fernando Bonfiglioli e Mercedes Sinigallia anni 70.

Valeria Bonfiglioli e Guido Stucovitz si erano sposati il 26 marzo 1944 e nei giorni seguenti erano partiti con false carte di identità del comune di Milano, intestate a Valeria Benini in Matrella e Giulio Matrella, raggiungendo a Roma alcuni parenti della famiglia Bonfiglioli.

La protezione offerta dalla Repubblica di San Marino ai cittadini di religione ebraica è stata ricordata anche dal Primo Ministro dello Stato di Israele David Ben Gurion in una lettera scritta il 31 agosto 1949 al Segretario di Stato per gli Affari Esteri di San Marino:

“Non possiamo dimenticare il nobile atteggiamento adottato durante l’ultima guerra dalla Repubblica di San Marino, che ha protetto e salvato molti nostri correligionari.”

PD

1 Nel 1944 vengono redatti due documenti che rettificano ed integrano il Permesso di Soggiorno n.993 del 20 dicembre 1943. Un nuovo Permesso di Soggiorno datato 5 dicembre 1944 riguarda Mercedes Sinigallia e Giancarlo Bonfiglioli (madre e figlio), che risultano ospitati presso il Nobile Collegio Belluzzi e in scrittura manoscritta è aggiunto che Giancarlo “è stato Prefetto presso il Nobile Collegio Belluzzi sotto falso nome perché perseguitato razziale”. Un Permesso di Soggiorno n. 993 del 20 dicembre 1944 registra invece i nomi autentici di Fernando Bonfiglioli, Sinigallia Mercedes e Valeria Bonfiglioli e va a sostituire il precedente, con lo stesso numero, del 20 dicembre 1943.

Bibliografia

E. Cortesi, L’odissea degli sfollati. Il Forlivese, il Riminese e il Cesenate di fronte allo sfollamento di massa, Cesena, Il Ponte Vecchio, 2003.

L. Gorgolini, “Guerra aerea e movimenti di popolazione in Italia durante la Seconda guerra mondiale”, in Migrazioni forzate, a cura di L. Gorgolini, Bologna, Il Mulino, 2017, pp. 83-109.

P. Di Luca, “La presenza degli Ebrei a San Marino: una ricerca in itinere”, in Sfollati d’Italia a San Marino, a cura di A. Turchini, Cesena, Il Pontevecchio, 2012.

P. Di Luca, “Profughi italiani ospitati nella Repubblica di San Marino durante la Seconda guerra mondiale”, in Migrazioni forzate, a cura di L. Gorgolini, Bologna, Il Mulino, 2017, pp. 111-135.

P. Di Luca, “Il profondo legame tra gli ebrei e San Marino durante la Shoah”, in Annuario della Società Dante Alighieri San Marino, RSM, 2014, pp. 81-103 2014-12.pdf (dantealighierirsm.org)

P. Di Luca, “Israele-San Marino. Il riconoscimento del nuovo Stato da parte dell’antica Repubblica”, in Annuario della Società Dante Alighieri San Marino, RSM, 2018, pp. 111-122.

A. Turchini (a cura di), Sfollati d’Italia a San Marino, Cesena, Il Ponte Vecchio, 2012.

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